Cari amici viaggiatori e curiosi del mondo, sapete quanto amo immergermi in nuove culture e scoprire quelle piccole, preziose sfumature che rendono ogni paese unico.

Ultimamente, mi sono ritrovato a riflettere molto sul Vietnam, una terra che mi ha rapito il cuore non solo per i suoi paesaggi mozzafiato e la sua cucina incredibile, ma anche per le sue profonde e affascinanti diversità culturali.
Dalle cerimonie del tè alle dinamiche familiari, passando per il modo di salutarsi o di comportarsi a tavola, ci sono aspetti che possono davvero sorprendere chi, come noi italiani, è abituato a un certo tipo di interazione sociale.
In un mondo sempre più connesso, dove viaggiare e interagire con culture diverse è all’ordine del giorno, capire queste sfumature non è solo un atto di rispetto, ma una vera e propria chiave per vivere esperienze autentiche e costruire legami sinceri.
Preparatevi a un viaggio affascinante, perché sto per svelarvi tutto ciò che ho imparato per aiutarvi a navigare con grazia le usanze vietnamite. Scopriamo insieme tutti i segreti della cultura vietnamita!
Il Sorriso Silenzioso e il Saluto Rispettoso: Il Galateo Iniziale
Quando ho messo piede in Vietnam per la prima volta, la cosa che mi ha colpito di più, e devo dire che mi ha un po’ spiazzato all’inizio, è stato il modo in cui le persone interagiscono.
Noi italiani siamo abituati a strette di mano calorose, baci sulla guancia tra amici e spesso un volume di voce che, ammettiamolo, per un vietnamita potrebbe sembrare un po’ eccessivo!
Lì, invece, ho scoperto la bellezza del “Chào”, un saluto che va ben oltre le semplici parole. Non si tratta solo di inchinare leggermente il capo, no, c’è un’intera filosofia dietro.
Ho notato che l’intensità dell’inchino, la sua durata, persino il modo in cui tieni le mani, tutto comunica rispetto. Se sei di fronte a una persona più anziana o di un rango sociale superiore, l’inchino sarà più profondo e prolungato.
È come se ogni fibra del loro essere esprimesse deferenza, e questo mi ha fatto riflettere tantissimo sulle nostre abitudini. Non c’è la fretta di toccarsi o di invadere lo spazio personale, ma piuttosto un’eleganza quasi danzata nel riconoscere l’altro.
La mia esperienza mi ha insegnato che un sorriso gentile e un atteggiamento aperto sono la chiave, anche se all’inizio potresti sentirti un po’ impacciato nel capire le sfumature.
Ma ti assicuro, una volta che inizi a coglierle, ogni interazione diventa un piccolo spettacolo di grazia e rispetto reciproco. Ho imparato che a volte il silenzio, accompagnato da un gesto sincero, può comunicare molto più di mille parole.
Il “Chào”: Non Solo un Saluto
Il saluto vietnamita, il “Chào”, è una vera e propria arte. Non è una semplice formalità, ma un gesto carico di significato che riflette la gerarchia sociale e il rispetto per l’età e la posizione.
Ho notato che tra amici o coetanei, un semplice cenno del capo o un “Chào bạn” (ciao amico) è sufficiente. Ma quando ho incontrato persone anziane, mi è stato consigliato di unire le mani a pugno e inchinarmi leggermente, un gesto chiamato “vái”.
È un segno di profondo rispetto e ho visto quanto apprezzassero questo piccolo sforzo da parte mia. Ricordo di aver sbagliato un paio di volte all’inizio, porgendo la mano a persone che invece si aspettavano il gesto tradizionale, e mi sono sentito un po’ fuori luogo.
Ma la loro gentilezza nel correggermi senza farmi sentire in imbarazzo mi ha colpito molto.
Comunicare Senza Parole: L’Importanza del Linguaggio del Corpo
In Vietnam, il linguaggio del corpo è fondamentale. Ho imparato che puntare con il dito indice è considerato maleducato; è meglio usare l’intera mano per indicare qualcosa.
Allo stesso modo, toccare la testa di qualcuno, specialmente un bambino, è sconsigliato perché la testa è considerata la parte più sacra del corpo. E che dire dello scambio di oggetti?
Sempre con entrambe le mani o con la mano destra, per mostrare rispetto. Queste piccole cose, che per noi sono quasi automatiche o insignificanti, lì hanno un peso enorme.
La prima volta che ho ricevuto un resto con entrambe le mani da una venditrice al mercato, ho capito la profondità di queste usanze. È stato un piccolo gesto, ma mi ha fatto sentire accolto e rispettato, quasi come se facessi parte di qualcosa di più grande.
Un Mondo in Tavola: L’Arte di Condividere i Sapori Vietnamiti
Se c’è un aspetto della cultura vietnamita che mi ha conquistato fin da subito, è senza dubbio la tavola. Noi italiani, si sa, abbiamo un culto per il cibo che è quasi una religione, ma in Vietnam ho scoperto un’altra dimensione del mangiare insieme, fatta di condivisione, armonia e un’incredibile varietà di sapori.
Non aspettatevi di avere un piatto solo per voi, come spesso accade da noi, a meno che non si tratti di una zuppa come il Phở. Qui la tavola è un tripudio di ciotole e piatti comuni, da cui ognuno si serve con le bacchette.
All’inizio è stato un po’ una sfida, ve lo confesso! Ma poi ho imparato l’arte di prendere un po’ da qui e un po’ da lì, creando ogni volta combinazioni diverse e deliziose.
La cosa più affascinante è vedere come la famiglia si riunisce attorno a questo banchetto di sapori, con i più anziani che spesso servono i più giovani, un gesto di cura e amore che mi ha toccato il cuore.
Ho notato che, a differenza nostra, non si spreca quasi mai nulla e il cibo è sempre un motivo di gioia e convivialità. Non c’è fretta, ci si gode ogni boccone, ogni conversazione.
E poi, il caffè vietnamita! È un rito a sé, lento, aromatico, spesso con latte condensato. Un vero e proprio momento di pausa contemplativa che, da amante del caffè, ho apprezzato tantissimo, quasi più del mio solito espresso al volo.
Il Galateo delle Bacchette e la Condivisione dei Piatti
Le bacchette sono il prolungamento delle mani in Vietnam, e il loro utilizzo ha le sue regole non scritte. Mai piantarle dritte nella ciotola di riso, poiché ricorda l’incenso che viene bruciato per i defunti.
E non usarle per indicare le persone o gli oggetti! Ho imparato che è un segno di rispetto. Quando si prendono il cibo dai piatti comuni, è buona norma usare l’estremità più larga delle bacchette, quella che non è stata a contatto con la bocca.
È un dettaglio che all’inizio mi sfuggiva, ma che i miei amici vietnamiti mi hanno mostrato con tanta pazienza. Ricordo una sera, durante una cena in famiglia, un bambino mi ha visto in difficoltà con le bacchette e mi ha offerto gentilmente un cucchiaio, accompagnato da un sorriso.
Un piccolo gesto che mi ha fatto sentire a mio agio.
L’Importanza del Riso e le Regole a Tavola
Il riso è il cuore di ogni pasto vietnamita, non è solo un contorno, ma la base su cui si costruisce l’intera esperienza culinaria. Non è mai considerato un “antipasto”, ma la portata principale che accompagna tutto il resto.
Ho imparato che è cortese aspettare che i più anziani inizino a mangiare prima di servirsi. E il rumore mentre si mangia? A differenza di noi, fare un po’ di rumore mentre si sorseggia la zuppa o si mastica non è affatto maleducato, anzi, può essere interpretato come un segno di apprezzamento!
Questo è stato un grande cambiamento per me, abituato a mangiare in silenzio quasi religioso. Ma mi sono lasciato andare e ho scoperto una nuova libertà nel gustare il cibo.
Non dimenticate di lasciare sempre un po’ di cibo nel piatto alla fine, per mostrare che siete stati ben sfamati.
Legami Indissolubili: Il Cuore della Famiglia Vietnamita
In Vietnam, la famiglia non è solo un nucleo sociale, è la spina dorsale dell’intera società, un sistema di valori profondamente radicato che ho imparato a rispettare e ammirare.
Per noi italiani, la famiglia è importante, certo, ma lì è qualcosa di ancora più totalizzante, un legame indissolubile che trascende generazioni e influisce su ogni aspetto della vita quotidiana.
Ricordo di aver visitato una casa dove convivevano tre generazioni sotto lo stesso tetto: nonni, genitori e nipoti. Era un via vai continuo di persone, ognuno con il suo ruolo, eppure regnava un’armonia che mi ha lasciato a bocca aperta.
Il rispetto per gli anziani è sacro, quasi palpabile. Le decisioni importanti vengono prese consultando i nonni, le loro opinioni hanno un peso che da noi forse abbiamo un po’ perso.
I figli si prendono cura dei genitori anziani con una dedizione che mi ha commosso, non come un dovere, ma come un onore. Ho sentito storie di giovani che rinunciano a opportunità lavorative lontane pur di rimanere vicini alla famiglia, e questo ti fa capire quanto sia profondo questo senso di appartenenza.
È un sistema di mutuo sostegno, dove ognuno contribuisce al benessere collettivo, e la cosa che mi ha colpito di più è la gratitudine che traspare in ogni gesto, in ogni interazione.
Il Ruolo Sacro degli Anziani
Gli anziani sono il pilastro della famiglia vietnamita. Le loro parole sono ascoltate con grande rispetto e la loro saggezza è una guida per tutti. Ho notato che spesso occupano il posto d’onore durante i pasti e vengono serviti per primi.
Le loro esigenze sono sempre prioritarie. Questa deferenza non è solo una formalità, ma un profondo senso di gratitudine per il loro contributo alla famiglia e alla società.
Ho avuto l’opportunità di parlare con un anziano signore che mi ha raccontato storie della sua giovinezza, e il modo in cui i suoi figli e nipoti lo ascoltavano con attenzione e affetto mi ha fatto capire il valore di questa tradizione.
La Dinamica delle Relazioni Familiari
All’interno della famiglia, le relazioni sono strutturate con una chiara gerarchia basata sull’età. Ogni membro ha un titolo specifico che lo identifica, non solo “fratello” o “sorella”, ma “fratello maggiore”, “sorella minore”, e così via.
Questo aiuta a stabilire l’ordine e il rispetto. Ho scoperto che anche nel modo di parlare si usano pronomi specifici che riflettono questa gerarchia.
È come se la lingua stessa fosse intrisa di queste relazioni. I bambini vengono cresciuti con un forte senso di responsabilità verso la famiglia e la comunità, imparando fin da piccoli l’importanza della solidarietà e del supporto reciproco.
Tra Incenso e Tradizione: Il Fascino delle Cerimonie e dei Rituali
Il Vietnam è una terra dove le tradizioni e i rituali sono parte integrante della vita quotidiana, non solo eventi occasionali, ma un filo conduttore che lega il passato al presente.
Ho avuto la fortuna di assistere a diverse cerimonie, dai matrimoni ai riti ancestrali, e ogni volta sono rimasto affascinato dalla loro profondità e dal loro significato.
Non sono semplici celebrazioni, ma espressioni viventi di fede, gratitudine e connessione con gli antenati. Ho notato come l’incenso sia onnipresente, il suo profumo dolce e mistico accompagna preghiere e offerte, creando un’atmosfera quasi eterea.
Durante il Têt, il Capodanno vietnamita, le famiglie si riuniscono per onorare i propri antenati, preparando pasti speciali e visitando i templi. È un momento di grande riflessione e rinnovamento, e ho percepito una spiritualità che va ben oltre il visibile, un legame profondo con ciò che ci precede.
Per noi occidentali, abituati a celebrazioni spesso più laiche, vedere questa fusione tra vita quotidiana e sacro è un’esperienza che ti apre davvero la mente.
Ti fa capire che ci sono modi diversi e altrettanto validi di interpretare l’esistenza e il proprio posto nel mondo. È un’immersione in un mondo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, dettato dalle stagioni, dai raccolti e dai cicli della vita.
Il Culto degli Antenati: Un Legame Eterno
Il culto degli antenati è una delle pratiche spirituali più importanti in Vietnam. Ogni casa ha un altare dedicato ai propri avi, dove vengono deposte offerte di cibo, fiori e incenso.
Ho visto famiglie pregare insieme davanti a questi altari, chiedendo benedizioni e ringraziando per la protezione. È un modo per mantenere vivo il legame con chi non c’è più e per sentirsi parte di una linea ininterrotta di generazioni.
Durante i miei viaggi, ho avuto modo di visitare diverse pagode e templi, luoghi di grande serenità e bellezza, dove la devozione si manifesta in ogni angolo.
Matrimoni Tradizionali e Altre Celebrazioni
I matrimoni vietnamiti sono eventi sontuosi e ricchi di simbolismo. A differenza dei nostri matrimoni, spesso ci sono più cerimonie che si svolgono in giorni diversi, con riti che includono la richiesta di matrimonio, la processione nuziale e la cerimonia del tè, dove gli sposi rendono omaggio ai loro genitori e antenati.
Ho assistito a una di queste cerimonie e sono rimasto colpito dalla complessità e dalla bellezza dei costumi tradizionali, dai colori vivaci e dalla gioia contagiosa.
Ogni gesto ha un significato profondo, volto a benedire la nuova unione e a onorare le famiglie coinvolte.
| Aspetti Culturali | Italia (Tendenze Comuni) | Vietnam (Tendenze Comuni) |
|---|---|---|
| Saluto Iniziale | Stretta di mano, bacio sulla guancia (tra amici), contatto fisico frequente. | “Chào” con inchino leggero o più profondo (rispetto gerarchia), mani giunte (“vái”), contatto fisico limitato. |
| Pasto a Tavola | Piatti individuali, posate, silenzio o conversazione moderata, enfasi sull’ospite. | Piatti comuni condivisi, bacchette, rumore leggero accettato (apprezzamento), servizio agli anziani per primi. |
| Ruolo della Famiglia | Nucleo ristretto, indipendenza dei figli, assistenza agli anziani (spesso esterna). | Nucleo allargato (più generazioni), rispetto sacro per gli anziani, cura dei genitori come dovere e onore. |
| Comunicazione | Diretta, espressioni facciali e gesti ampi, volume di voce variabile. | Indiretta, enfasi sul rispetto, uso del linguaggio del corpo (no dito puntato), tono di voce moderato. |
Il Linguaggio del Corpo: Quando un Gesto Vale Più di Mille Parole
Devo ammettere che, venendo dall’Italia dove la gestualità è quasi una lingua a sé stante, pensavo di essere un esperto nel decifrare il linguaggio del corpo.

E invece, in Vietnam, mi sono reso conto che le sfumature sono talmente sottili e diverse dalle nostre che ho dovuto rimettermi in gioco! Non è solo una questione di cosa fai, ma di come lo fai e, soprattutto, a chi.
Per esempio, l’atto di passare un oggetto. Per noi è un gesto banale, ma lì, se non lo fai con entrambe le mani o almeno con la mano destra, è considerato poco rispettoso.
Ho commesso l’errore di porgere qualcosa con la mano sinistra a una persona anziana, e ho percepito subito un velo di disappunto, anche se educatamente non mi è stato detto nulla.
È stata una lezione preziosa. E poi c’è la testa: considerata sacra, non va assolutamente toccata. Ricordo di aver istintivamente accarezzato la testa di un bambino per complimentarmi, e ho visto la madre irrigidirsi.
Un’altra cosa che mi ha sorpreso è il modo di chiamare le persone: per noi è naturale un cenno con il dito, ma in Vietnam si usa la mano aperta, con il palmo verso il basso e le dita che si muovono verso di sé.
Queste sono piccole cose, ma fanno un’enorme differenza nel modo in cui vieni percepito. Ho imparato a osservare molto, a imitare i gesti che vedevo intorno a me e a chiedere quando ero incerto.
È un modo per mostrare che sei interessato e che rispetti la loro cultura, e questo ti apre molte porte.
Gesti da Evitare e Quelli da Adottare
Ci sono alcuni gesti che è fondamentale conoscere per evitare situazioni imbarazzanti o offese involontarie. Oltre a non toccare la testa e a non puntare il dito, è anche sconsigliato incrociare le braccia sul petto in una conversazione, in quanto può essere interpretato come un segno di chiusura o ostilità.
Al contrario, mantenere una postura aperta, con le mani visibili, e un sorriso gentile sono sempre apprezzati. Ho imparato anche che è buona norma evitare di mostrare la pianta dei piedi verso le persone o gli altari, poiché i piedi sono considerati la parte meno pulita del corpo.
La Voce e il Tono nella Comunicazione
Non è solo ciò che dici, ma come lo dici. In Vietnam, un tono di voce calmo e rispettoso è sempre preferibile. Ho notato che le persone raramente alzano la voce, anche in situazioni di disaccordo.
Noi italiani, con la nostra passionalità, a volte tendiamo a farlo senza volerlo, e questo può essere interpretato come aggressività. Ho dovuto fare uno sforzo consapevole per modulare il mio tono, specialmente nei mercati o durante le contrattazioni, dove la nostra enfasi potrebbe sembrare troppo brusca.
Un approccio più pacato e una comunicazione più indiretta sono la chiave per una buona interazione.
Navigare la Città: Tra Caos Organizzato e Gentilezza Sconfinata
Viaggiare in Vietnam, specialmente nelle città più grandi come Hanoi o Ho Chi Minh City, è un’esperienza che ti travolge i sensi. Ricordo la prima volta che ho tentato di attraversare una strada affollata: un fiume ininterrotto di motorini che sembrava non finire mai!
Ho pensato: “Non ce la farò mai!”. E invece, ho imparato la “danza” vietnamita: muoversi lentamente ma con decisione, mantenendo un contatto visivo con i conducenti, che miracolosamente ti aggirano.
È un caos, sì, ma è un caos organizzato, con le sue regole non scritte che, una volta comprese, rendono il tutto sorprendentemente fluido. Ma al di là di questo apparente turbinio, quello che mi ha davvero colpito è stata la gentilezza sconfinata delle persone.
Ho perso la strada più di una volta, e ogni volta qualcuno si è fermato per aiutarmi, spesso accompagnandomi personalmente o facendosi in quattro per spiegarmi le direzioni, superando le barriere linguistiche con gesti e sorrisi.
Non ho mai percepito fastidio o impazienza, solo una genuina disponibilità. Questo calore umano, in contrasto con la frenesia delle città, è un aspetto che mi ha fatto innamorare del Vietnam.
Ti senti sempre accolto, anche quando sei un po’ spaesato. E poi, le strade sono anche un teatro di vita, con i venditori ambulanti che preparano cibi deliziosi, le famiglie che mangiano sui marciapiedi, i bambini che giocano.
È una vita che si riversa all’esterno, e farne parte, anche solo per un attimo, è un privilegio.
Il Traffico e la Danza dei Motorini
Il traffico vietnamita è leggendario, ma non lasciatevi intimidire. È una sinfonia di clacson e motori, dove la chiave è la prevedibilità. I conducenti si aspettano che vi muoviate con un flusso costante e non facciate movimenti improvvisi.
Ho imparato che camminare con fiducia e a passo costante è il modo migliore per attraversare. E per i taxi o i Grab (l’equivalente di Uber), è sempre meglio pattuire il prezzo prima, o assicurarsi che il tassametro sia attivo e visibile, per evitare spiacevoli sorprese.
La contrattazione è spesso parte della cultura locale, specialmente nei mercati, quindi non abbiate timore di provare a spuntare un prezzo migliore.
L’Accoglienza e la Disponibilità dei Locali
Nonostante le differenze culturali, la disponibilità dei vietnamiti è qualcosa di eccezionale. Ho perso il mio zaino una volta, e una famiglia del luogo ha fatto di tutto per aiutarmi a ritrovarlo, coinvolgendo mezzo quartiere.
Questa è stata un’esperienza che mi ha lasciato un’impressione indelebile. Ho notato che spesso, anche se non parlano inglese, faranno del loro meglio per capirvi e aiutarvi.
Un sorriso e un “Cảm ơn” (grazie) sincero aprono molte porte e creano connessioni inaspettate. È un popolo orgoglioso della propria cultura, ma estremamente aperto e curioso verso gli stranieri, e questo rende ogni incontro un’opportunità di scambio autentico.
Il Valore del Tempo e della Pazienza: Un Ritmo Diverso dalla Nostra Fretta
Una delle lezioni più grandi che ho imparato in Vietnam è stata quella sulla percezione del tempo. Noi italiani, e in generale noi occidentali, siamo spesso di corsa, sempre con un occhio all’orologio, alla ricerca dell’efficienza massima e di un’immediatezza che a volte ci rende impazienti.
Lì, invece, ho scoperto un ritmo diverso, più lento, più orientato alla pazienza e alla calma. Non significa che siano inefficaci, tutt’altro, ma che il tempo viene vissuto in modo più fluido.
Se ti dicono “cinque minuti”, potrebbero essere quindici o venti, e ho imparato a non farne un dramma. È come se ci fosse una comprensione implicita che le cose accadono quando devono accadere, e che l’ansia per la puntualità assoluta è spesso superflua.
Ricordo di aver aspettato un autobus che era in ritardo di un’ora, e tutti intorno a me erano sereni, chiacchieravano, mangiavano uno spuntino. Nessuno si lamentava, nessuno si agitava.
Questa serenità contagiosa mi ha fatto riflettere molto sulla nostra costante fretta e su quanto stress ci autoimponiamo. Ho iniziato a rallentare, a godermi le attese, a osservare il mondo intorno a me senza l’urgenza di dover “fare” qualcosa.
È stata una vera e propria terapia anti-stress, che mi ha permesso di assaporare ogni momento del viaggio con una profondità che altrimenti mi sarebbe sfuggita.
Ho capito che a volte, la vera ricchezza non sta nel fare di più, ma nel vivere pienamente ciò che si sta facendo, senza l’ossessione del tempo che fugge.
La Pazienza come Virtù Quotidiana
In Vietnam, la pazienza è vista come una virtù fondamentale, che si manifesta in ogni aspetto della vita. Dalla preparazione lenta e meticolosa del cibo, che richiede ore, alla risoluzione dei problemi, che avviene con calma e senza fretta.
Ho imparato che insistere o mostrare impazienza è spesso controproducente. È molto più efficace mantenere la calma, sorridere e aspettare. Questo non significa che siano lenti, ma che apprezzano un approccio più ponderato e riflessivo alle cose.
Questo mi ha insegnato a rallentare, a dare tempo alle cose di svilupparsi, e a capire che non tutto deve essere risolto “subito”.
Adattarsi ai Ritmi Locali per un’Esperienza Migliore
Per godere appieno di un viaggio in Vietnam, è essenziale adattarsi ai loro ritmi. Se hai un appuntamento, è bene essere puntuali, ma preparati a un’attesa se la controparte è vietnamita.
Non prenderla sul personale; fa parte della loro cultura. Ho notato che, una volta accettato questo aspetto, il viaggio diventa molto più rilassante e meno stressante.
Non cercare di imporre i tuoi orari o le tue aspettative; piuttosto, lasciati trasportare dal flusso, e scoprirai che ti godrai molto di più ogni momento.
La vita in Vietnam scorre con una sua logica interna, e imparare a danzare al suo ritmo è il modo migliore per viverla autenticamente.
Conclusione
Amici miei, spero che questo viaggio virtuale nel cuore e nell’anima del Vietnam vi abbia offerto uno sguardo autentico su una cultura che, ve lo assicuro, è capace di toccare le corde più profonde. Ogni sorriso scambiato, ogni gesto di rispetto, ogni sapore provato è diventato un pezzo della mia storia, un tesoro prezioso che porto con me. Il Vietnam non è solo un paese da visitare, ma un’esperienza da vivere con tutti i sensi, un insegnamento di vita sulla pazienza, sulla gratitudine e sul valore delle connessioni umane, ben oltre le parole e le differenze.
Informazioni Utili da Sapere
1. La Valuta e i Pagamenti: In Vietnam, la valuta è il Dong vietnamita (VND). Preparatevi a sentirvi “ricchi” con tutti quegli zeri! Un Euro vale circa 26.000-28.000 Dong. La mia esperienza mi ha insegnato che il contante è il re, soprattutto nei mercati locali, con i venditori ambulanti e nelle aree meno turistiche. Anche se le carte di credito sono accettate in hotel e grandi ristoranti, è sempre saggio avere con sé banconote di piccolo taglio per le spese quotidiane. Ho scoperto che prelevare agli ATM è facile nelle città principali, ma attenzione ai limiti di prelievo per transazione e alle commissioni sia della vostra banca che di quella locale. Per il cambio, banche e alcune gioiellerie offrono tassi vantaggiosi.
2. Come Muoversi in Città e Oltre: Il traffico nelle grandi città come Hanoi o Ho Chi Minh City può sembrare un fiume in piena di motorini, ma c’è una logica tutta sua. Per gli spostamenti urbani, l’app Grab (l’equivalente di Uber per taxi e mototaxi) è stata la mia salvezza: affidabile, con prezzi chiari e conveniente. Se prendete un taxi tradizionale, assicuratevi che il tassametro sia attivo o concordate il prezzo prima di partire per evitare spiacevoli sorprese. Per le lunghe distanze, il Vietnam offre molte opzioni: voli interni economici (compagnie come Vietnam Airlines, VietJet Air, Bamboo Airways sono comuni), treni (più lenti ma panoramici) e autobus notturni. Ho viaggiato molto in autobus e, sebbene a volte siano spartani, sono un ottimo modo per coprire grandi distanze spendendo poco. Ricordatevi che noleggiare uno scooter offre molta libertà, ma richiede una buona dose di esperienza e cautela nel traffico locale.
3. La Lingua e la Comunicazione: Non tutti parlano inglese, specialmente al di fuori delle zone più turistiche. Non fatevi scoraggiare! Ho imparato che anche solo poche parole di vietnamita come “Xin chào” (ciao) e “Cảm ơn” (grazie) aprono un mondo di sorrisi e buona volontà. Scaricate un’app di traduzione offline, sarà il vostro migliore amico. La pazienza è fondamentale e un sorriso sincero è un linguaggio universale che supera ogni barriera. Non ho mai trovato persone scortesi, al contrario, la loro disponibilità a cercare di capire e aiutarmi, anche a gesti, mi ha sempre stupito positivamente.
4. Il Cibo di Strada e l’Igiene: Il cibo di strada vietnamita è una delizia per il palato, un’esplosione di sapori freschi e un’esperienza imperdibile. Personalmente, ho sempre preferito i banchetti dove c’era un buon ricambio di clientela, segno di freschezza. Ricordate di bere solo acqua in bottiglia sigillata e di evitare il ghiaccio se non siete sicuri della provenienza. Non abbiate timore di provare le specialità locali come il Phở, i Bánh mì o i Gỏi cuốn: sono un viaggio nel viaggio! E a tavola, come ho già detto, mostrare apprezzamento per il cibo è fondamentale.
5. Rispetto delle Tradizioni e Galateo: Questo è un punto che mi sta particolarmente a cuore. Il rispetto per la cultura locale è la chiave per un’esperienza gratificante. Ricordate di salutare con un leggero inchino e un sorriso, specialmente con gli anziani. Non puntate il dito, usate la mano aperta. Evitate di toccare la testa di qualcuno, considerata sacra. E quando date o ricevete qualcosa, fatelo con entrambe le mani o con la destra. Queste piccole attenzioni faranno una grande differenza nel modo in cui verrete accolti e percepirà il vostro interesse e rispetto.
Punti Chiave da Ricordare
Il Vietnam è un paese di incredibile bellezza e profonda cultura, che accoglie i visitatori con una gentilezza che scalda il cuore. Ricordare di rispettare le loro usanze, dalla gestualità alla tavola, è fondamentale per un viaggio senza intoppi. La pazienza è una virtù qui, e adattarsi ai ritmi locali vi permetterà di godervi ogni momento con maggiore serenità. Non abbiate paura di perdervi nel caos apparente delle città, perché dietro ogni angolo si nasconde un sorriso, un aiuto inaspettato o un sapore indimenticabile. Portate con voi un cuore aperto e una mente curiosa, e tornerete a casa non solo con belle foto, ma con un bagaglio di esperienze che vi cambierà per sempre. È un viaggio che, te lo assicuro, vale ogni singolo Dong speso e ogni ora passata a osservare la vita che scorre.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Ciao a tutti! Ho sentito dire che in Vietnam il modo di salutarsi e di interagire è molto diverso dal nostro. Ci sono delle regole base che dovrei assolutamente conoscere per non fare gaffe quando sono in giro o incontro persone?
R: Ah, carissimi amici viaggiatori, che domanda azzeccata! È vero, le prime volte in Vietnam ci si può sentire un po’ spaesati, ma la gente è così gentile che vi perdonerà qualche piccolo errore.
Dal mio punto di vista, la cosa più importante è la delicatezza e il rispetto. Io, per esempio, ho imparato che il modo in cui salutiamo qui in Italia, magari con una pacca sulla spalla o un gesto un po’ vivace, lì può essere mal interpretato.
La testa, per esempio, è considerata la parte più sacra del corpo. Quindi, per carità, mai toccare la testa di qualcuno, nemmeno quella di un bambino, anche se siete pieni di affetto!
È un gesto che potrebbe essere percepito come profondamente irrispettoso. E poi, i piedi, la parte più “impura”, vanno usati con cautela: evitate di puntarli verso persone o oggetti e, se siete seduti, fate attenzione a non mostrare la pianta dei piedi, specialmente in luoghi di culto o in presenza di statue di Buddha.
Ricordo ancora la prima volta che ho cercato di indicare qualcosa con il piede, per abitudine, e ho visto uno sguardo un po’ sorpreso. Da lì ho capito l’importanza di queste piccole cose!
Parlando di interazioni, i vietnamiti apprezzano molto la calma e la discrezione. Cercate di tenere un tono di voce moderato, evitate risate troppo rumorose in pubblico e, soprattutto, tenete a bada le effusioni in pubblico.
Ho notato che baciarsi o abbracciarsi con passione per strada non è comune e potrebbe attirare sguardi critici. La mia tattica è sempre stata quella di osservare attentamente gli altri e di procedere con un sorriso, che è un linguaggio universale.
E se avete dei dubbi, un gesto educato o un piccolo inchino è sempre una buona idea!
D: Riguardo al cibo, che è una delle mie passioni! Ci sono delle particolari usanze a tavola in Vietnam che dovrei seguire per mostrare rispetto, specialmente se mi invitano a casa di una famiglia?
R: Ottima domanda! La cucina vietnamita è un vero tesoro e, credetemi, sedersi a tavola con una famiglia vietnamita è un’esperienza indimenticabile, ricca di calore e condivisione.
Io ho scoperto che il pasto è molto più di un semplice atto per nutrirsi; è un vero e proprio rituale sociale, un modo per rafforzare i legami. La prima cosa che ho imparato è che il rispetto per gli anziani è fondamentale.
Si aspetta sempre che la persona più anziana si sieda e inizi a mangiare per prima. Mi è capitato di trattenere la fame per qualche minuto, e vi assicuro che ne è valsa la pena per l’atmosfera che si crea!
Poi c’è il discorso delle bacchette. Diventare esperti richiede tempo, ma alcune regole base sono facili da seguire: non giocate mai con le bacchette, non infilzatele verticalmente nella ciotola di riso (ricorda le offerte ai defunti), e quando prendete il cibo da un piatto comune, l’ideale sarebbe usare l’altra estremità delle bacchette o le posate da portata, per una questione di igiene e cortesia.
E una cosa che noi italiani facciamo spesso, ma che lì è meglio evitare, è soffiare il naso a tavola – è considerato maleducato. Non fate commenti negativi sul cibo, anche se qualcosa non vi piace: l’apprezzamento è una forma importante di rispetto.
Quando sono a casa di amici vietnamiti, mi assicuro sempre di finire il cibo nella mia ciotola prima di chiederne dell’altro, e mi piace molto il loro approccio di condivisione dei piatti al centro della tavola, che rende tutto così conviviale.
Preparatevi a mangiare tanto, perché l’ospitalità è sacra e cercheranno sempre di riempirvi il piatto!
D: Sto pensando di portare dei pensierini dall’Italia per le persone che incontrerò o che mi ospiteranno. Ci sono regole particolari per fare regali in Vietnam, magari legate ai colori o a cosa è meglio evitare?
R: Ah, che bello gesto! Fare un regalo è sempre un modo meraviglioso per esprimere gratitudine e creare un legame, e in Vietnam è molto apprezzato. Io stessa adoro portare piccoli doni che raccontino un po’ della nostra Italia.
Però sì, ci sono delle accortezze da tenere a mente per fare in modo che il vostro pensiero sia accolto al meglio. La prima cosa che ho scoperto è che l’imballaggio è importante quanto il regalo stesso.
In Vietnam, alcuni colori sono considerati più propizi di altri. Rosso, rosa, giallo o verde sono sempre un’ottima scelta, mentre il nero è da evitare perché è associato al lutto.
Se capitate durante il Tết (il Capodanno lunare vietnamita), il rosso è quasi un obbligo! Un consiglio che ho messo in pratica e che funziona sempre è quello di scegliere regali che possano essere condivisi, specialmente se siete invitati a casa di una famiglia.
Dolci tipici italiani, vini o liquori possono essere molto apprezzati. Io ho notato che i prodotti d’importazione, magari anche solo una buona confezione di caffè o un cioccolato particolare, fanno sempre un figurone.
E se ci sono bambini, un po’ di cioccolata è sempre ben accetta. Quando offrite il regalo, fatelo con entrambe le mani e cercate di minimizzare il suo valore, presentandolo come “un piccolo pensiero”.
Non dovete sembrare che vogliate attirare l’attenzione su di voi per il vostro gesto. Ho imparato che è un segno di umiltà e rispetto. Ricordatevi che l’atto del donare è un modo per mostrare buona volontà, quindi il pensiero conta davvero tanto!






