Cari amici e appassionati di viaggi (e non solo!), quando pensiamo al Vietnam, ci vengono subito in mente immagini di baie mozzafiato, risaie infinite e città vibranti, non è vero?
Ma dietro questo fascino innegabile si cela un cuore politico pulsante, un sistema che, seppur guidato saldamente dal Partito Comunista, ha saputo reinventarsi e stupire il mondo con le sue riforme economiche, il famoso ‘Doi Moi’, che hanno trasformato il Paese in una potenza asiatica in rapida ascesa.
Ultimamente, però, ho avuto modo di osservare un vero e proprio fermento. Sembra che il vento del cambiamento stia soffiando con forza tra i palazzi del potere di Hanoi.
Tra dimissioni inaspettate ai vertici, una campagna anti-corruzione che non fa sconti a nessuno – e credetemi, è intensa! – e l’emergere di nuove figure chiave in ruoli di spicco, il panorama politico vietnamita è più dinamico che mai.
Queste scosse, come ho sempre pensato, sono cruciali non solo per la sua stabilità interna ma anche per la fiducia degli investitori internazionali che vedono il Vietnam come un’alternativa sempre più interessante nel panorama globale.
Capire queste dinamiche significa afferrare il vero spirito di una nazione che non smette mai di evolversi. Siete curiosi di scoprire cosa sta realmente succedendo e quali implicazioni avranno questi eventi per il futuro del Vietnam e per chi, come noi, guarda con interesse a questa terra incredibile?
Andiamo ad approfondire tutti i dettagli cruciali che stanno modellando la nazione in questo momento così particolare!
Le Scosse ai Vertici: Un Rimpasto Inatteso

La Tela Intricata del Potere Vietnamita
Devo ammettere che quando si parla di politica vietnamita, di solito si immagina una stabilità granitica, quasi immutabile, non è vero? Beh, ultimamente, chi come me segue da vicino le vicende di questo Paese affascinante, non può che rimanere colpito dal vero e proprio terremoto che ha scosso i suoi vertici.
Pensate che nel giro di pochi mesi abbiamo visto dimissioni eccellenti, quasi inattese, che hanno lasciato un po’ tutti a bocca aperta. Immaginate la sorpresa nel vedere figure chiave, che fino a poco prima sembravano inamovibili, lasciare i loro incarichi.
Questo, amici miei, è un chiaro segnale che anche in un sistema come quello vietnamita, apparentemente monolitico e guidato saldamente dal Partito Comunista, le dinamiche interne sono ben più complesse e vive di quanto si possa pensare.
Non si tratta solo di un cambio della guardia, ma di qualcosa di più profondo che sta ridisegnando gli equilibri di potere e, di conseguenza, il futuro del Paese.
La “politica dei quattro pilastri”, che vede il Segretario Generale del Partito, il Presidente dello Stato, il Primo Ministro e il Presidente dell’Assemblea Nazionale come le figure dominanti, è stata messa a dura prova da questi recenti sviluppi.
Questi eventi, che potrebbero sembrare solo cronaca interna, hanno in realtà ripercussioni significative ben oltre i confini di Hanoi. Quando parlo con gli amici in Italia, molti mi chiedono se questa instabilità possa compromettere l’attrattiva del Vietnam per gli investitori.
La mia risposta è che, seppur creando qualche interrogativo nel breve termine, queste scosse potrebbero anche portare a un rafforzamento del sistema nel lungo periodo, a patto che la trasparenza e la determinazione nel cambiamento rimangano ferme.
Un Valzer di Nomine e Addii
Se siete curiosi, sappiate che le dimissioni non sono state poche. Abbiamo visto figure come l’ex Presidente Nguyen Xuan Phuc lasciare il suo incarico nel 2023, seguito dal suo successore Vo Van Thuong nel marzo 2024, e poi dal Presidente dell’Assemblea Nazionale Vuong Dinh Hue nell’aprile dello stesso anno.
Una serie di eventi che in altri contesti farebbe tremare le borse, ma che qui, pur suscitando dibattito, viene inquadrata in una logica interna ben precisa.
La scomparsa del Segretario Generale Nguyen Phu Trong nel luglio 2024 ha poi segnato un punto di svolta, portando alla nomina di To Lam, ex ministro della Sicurezza Pubblica e già Presidente dal maggio 2024, alla carica di Segretario Generale del Partito Comunista in agosto.
Pochi mesi dopo, a ottobre 2024, è stato nominato Presidente Luong Cuong. Un rimpasto significativo, che ha portato alla ribalta nuove personalità e che, come ho avuto modo di osservare di persona, ha generato non poche discussioni tra la gente comune.
C’è chi vede in questi cambiamenti un segno di debolezza, e chi invece una prova della capacità del sistema di auto-rigenerarsi e di affrontare le proprie criticità.
Quel che è certo è che il Vietnam non smette mai di sorprenderci con la sua resilienza e la sua dinamicità, anche in momenti di apparente turbolenza.
La “Fornace Ardente” Che Non Risparmia Nessuno
Una Campagna Anti-Corruzione Senza Precedenti
Ah, la “Fornace Ardente”! Questo nome, così evocativo, è ormai sulla bocca di tutti quando si parla del Vietnam e della sua lotta alla corruzione. È una campagna, avviata con determinazione dall’ex Segretario Generale Nguyen Phu Trong, che si è prefissa un obiettivo ambizioso: ripulire le istituzioni e rafforzare la disciplina all’interno del Partito.
E credetemi, non è uno scherzo! Personalmente, ho visto come questa iniziativa abbia colpito funzionari di ogni livello, dai più umili burocrati fino, come abbiamo visto, a figure apicali dello Stato.
To Lam, prima di diventare Segretario Generale, ha guidato con pugno di ferro questo braccio di ferro contro la corruzione, orchestrando indagini che hanno portato ad arresti e incriminazioni eccellenti.
È come assistere a una sorta di “Mani Pulite” vietnamita, con la differenza che qui il processo è guidato dall’alto, dal partito stesso, in un tentativo di rafforzare la propria legittimità agli occhi della popolazione e del mondo.
Non è solo una questione di giustizia, ma anche di immagine e di fiducia. Un Paese che aspira a essere un leader regionale e un punto di riferimento per gli investitori non può permettersi l’ombra della corruzione.
L’Impatto e le Sfide della Purga
Certo, una campagna di tale portata non è esente da conseguenze, e io l’ho notato anche nelle conversazioni con la gente del posto. Da un lato, c’è un palpabile senso di approvazione per la fermezza con cui si affronta un problema sentito come la corruzione; dall’altro, c’è anche una certa preoccupazione per la stabilità che un’ondata di dimissioni e arresti può generare.
La “Fornace Ardente” ha indubbiamente creato un clima di incertezza politica, con decisioni talvolta rallentate da una burocrazia che, comprensibilmente, ora opera con maggiore cautela.
Questo, a volte, può rappresentare una sfida per gli investitori internazionali, che apprezzano la prevedibilità. Tuttavia, e qui entra in gioco la mia percezione, la volontà di trasparenza e la determinazione a eliminare le mele marce, anche ai più alti livelli, può alla fine rafforzare la credibilità del Vietnam nel lungo periodo.
In fondo, chi investe cerca stabilità non solo politica ma anche legale e morale. È un equilibrio delicato, ma il Vietnam sembra determinato a trovarlo, dimostrando che la sua crescita non è solo economica, ma anche etica e istituzionale.
Tra Continuità e Rinnovamento: I Nuovi Protagonisti
Le Figure Emergenti nel Panorama Politico
Con tanti cambiamenti ai vertici, è naturale chiedersi chi siano i nuovi volti che stanno plasmando il futuro del Vietnam. Come vi dicevo, il sistema è basato su un “quadrumvirato” di figure chiave: il Segretario Generale del Partito, il Presidente dello Stato, il Primo Ministro e il Presidente dell’Assemblea Nazionale.
Ogni ruolo ha la sua importanza, e la recente riorganizzazione ha portato alla ribalta personalità interessanti. To Lam, ora Segretario Generale del Partito Comunista, è un nome che ho sentito spesso nelle discussioni, sia per il suo ruolo precedente come capo della sicurezza sia per la sua implacabile guida della campagna anti-corruzione.
Ho letto commenti che lo descrivono come un leader determinato, che potrebbe portare un approccio più pragmatico alla guida del partito. La sua nomina è vista da molti come un passo decisivo per consolidare il potere dopo un periodo di instabilità.
Poi c’è Luong Cuong, il nuovo Presidente, una figura che, pur avendo un ruolo in gran parte cerimoniale, rappresenta la nazione negli incontri internazionali.
Questi cambiamenti, secondo la mia esperienza e le mie conversazioni, non sono solo avvicendamenti di nomi, ma indicano una direzione, una strategia per garantire al Paese una leadership forte e capace di affrontare le sfide globali.
Il Bilancio del Potere e la Visione per il Futuro
Quello che ho capito, vivendo e osservando da vicino, è che il Vietnam, pur essendo un sistema monopartitico, non è affatto statico. Esiste una sorta di “dialettica” interna, un dinamismo che spesso sfugge agli osservatori esterni.
Le scelte sui nuovi leader non sono casuali, ma rispondono a logiche complesse che mirano a bilanciare diverse fazioni e a garantire una visione coerente per lo sviluppo del Paese.
Il Primo Ministro Pham Minh Chinh, per esempio, continua a svolgere un ruolo cruciale nella gestione dell’economia, un aspetto fondamentale per un Paese che punta a consolidare la sua posizione come potenza emergente.
Ho sempre creduto che la forza di una nazione non risieda solo nella sua economia, ma anche nella sua capacità di adattarsi e di far emergere leader in grado di interpretare i tempi.
Il Vietnam sta dimostrando proprio questo: una notevole flessibilità nel riorganizzare il suo governo e il partito per affrontare le sfide della modernità, mantenendo al contempo un forte senso di identità e direzione.
È un processo affascinante, fatto di continuità negli ideali e di rinnovamento nelle persone.
Il Motore Economico Vietnamita: Sfide e Traguardi Post-Doi Moi
Un Successo Economico Inarrestabile
Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito del Vietnam è la sua incredibile traiettoria economica. Quando si parla di “Doi Moi”, le riforme avviate nel 1986, non si tratta solo di un capitolo di storia, ma di una vera e propria rivoluzione che ha trasformato il Paese da una delle nazioni più povere del mondo a un’economia a medio reddito in una sola generazione.
Ho visto con i miei occhi città come Ho Chi Minh City o Hanoi trasformarsi, pulsanti di energia, con grattacieli che spuntano come funghi e una vivacità economica che ti travolge.
Il PIL pro capite è aumentato di oltre tre volte in vent’anni, e la crescita economica si è assestata per quasi due decenni a livelli impressionanti, tra il 7% e l’8% annuo.
Non è solo questione di numeri, ma di un miglioramento tangibile della qualità della vita per milioni di persone, con la povertà che è stata abbattuta in modo significativo.
Questo progresso, che non accenna a fermarsi, è il risultato di politiche lungimiranti che hanno aperto il Paese al mercato globale e agli investimenti esteri, trasformandolo in un vero e proprio hub manifatturiero.
Tra Innovazione e Sviluppo Sostenibile

Certo, non è tutto oro quello che luccica, e il Vietnam è consapevole delle sfide che lo attendono. Ho notato, parlando con esperti e imprenditori, che si sta ponendo sempre più l’accento sulla necessità di passare da un’economia basata sul basso costo del lavoro a produzioni a più alto valore aggiunto e ad alta intensità tecnologica.
Il governo ha obiettivi ambiziosi per il 2025, puntando a una crescita del PIL dell’8% e investendo massicciamente in infrastrutture strategiche, soprattutto nell’alta tecnologia e nei trasporti.
Mi ha entusiasmato vedere come il Vietnam si stia impegnando per diventare un hub tecnologico regionale, puntando sull’innovazione scientifica e tecnologica.
Questo significa non solo attirare giganti della tecnologia, ma anche formare una forza lavoro giovane e qualificata, capace di affrontare le sfide del futuro.
La disoccupazione è molto bassa, ma c’è una forte attenzione alla disoccupazione giovanile, con programmi mirati per integrarla nel mercato del lavoro.
È un percorso ambizioso, ma la determinazione e l’energia che ho percepito qui mi fanno credere che il Vietnam sia sulla strada giusta per consolidare il suo successo economico in modo sostenibile.
Attrarre il Mondo: Il Vietnam Come Hub di Investimenti Globali
Un Faro per gli Investitori Internazionali
Se c’è un aspetto che mi rende particolarmente ottimista riguardo al Vietnam, è la sua straordinaria capacità di attrarre investimenti diretti esteri (IDE).
Negli ultimi anni, ho visto un numero crescente di aziende internazionali guardare al Vietnam non solo come una destinazione alternativa alla Cina, ma come un vero e proprio partner strategico.
Non è un caso che il Paese sia entrato tra i primi 20 al mondo per attrazione di IDE, anche in un periodo difficile come quello post-pandemico. Questa attrattiva si basa su una combinazione vincente di fattori che ho avuto modo di apprezzare in prima persona: una posizione geografica strategica nel Sud-est asiatico, un’economia in crescita robusta che supera costantemente i concorrenti regionali e globali, e una stabilità politica che, nonostante i recenti rimpasti, rimane un punto di forza.
E parlando con gli operatori del settore, ho percepito un forte apprezzamento per l’impegno del governo nel migliorare continuamente la “facilità di fare affari”, semplificando la burocrazia e aumentando la trasparenza.
I Vantaggi Competitivi del Vietnam
Cosa rende il Vietnam così speciale? Beh, innanzitutto, c’è una forza lavoro giovane, dinamica e sempre più qualificata. Ho visto molti giovani talenti emergenti, pronti a contribuire allo sviluppo del Paese.
Poi, c’è la lungimiranza nelle politiche di integrazione nel commercio internazionale, con numerosi accordi di libero scambio che collegano il Vietnam a decine di Paesi.
Ho avuto modo di notare come il governo stia diventando più selettivo, privilegiando gli investimenti che apportano valore aggiunto e contribuiscono ai segmenti più qualificati delle catene internazionali del valore, allontanandosi dalle operazioni a basso costo.
Questo dimostra una visione chiara: non solo quantità, ma qualità degli investimenti. La prossimità con la Cina, che un tempo era motivo di preoccupazione, ora si trasforma in un vantaggio competitivo per molte aziende che cercano di diversificare le proprie catene di approvvigionamento.
È davvero un momento entusiasmante per il Vietnam nel panorama degli investimenti globali, e credo fermamente che il suo ruolo continuerà a crescere.
| Carica Politica | Nome del Titolare Attuale | Data Nomina Recente | Ruolo Principale |
|---|---|---|---|
| Segretario Generale del Partito Comunista | Tô Lâm | Agosto 2024 | Massima carica del Paese, guida del Partito. |
| Presidente della Repubblica | Lương Cường | Ottobre 2024 | Capo di Stato, ruolo cerimoniale, rappresenta la nazione. |
| Primo Ministro | Phạm Minh Chính | Dal 2021 (confermato) | Capo del governo, gestisce l’economia e l’amministrazione. |
| Presidente dell’Assemblea Nazionale | Tran Thanh Man | Maggio 2024 | Capo del parlamento monocamerale. |
Navigare il Futuro: Innovazione e Sviluppo Sostenibile
La Visione di un Vietnam Moderno e Competitivo
Parlando del futuro, non posso fare a meno di pensare a quanto il Vietnam stia investendo per diventare un Paese all’avanguardia. Ho avuto modo di leggere e di confrontarmi su come il governo miri a consolidare la stabilità macroeconomica, bilanciando il ruolo dello stato con il sostegno alla crescita e all’armonizzazione sociale.
La loro visione è chiara: un Vietnam moderno, competitivo e sostenibile. Ho visto progetti ambiziosi per potenziare le infrastrutture, in settori che vanno dall’alta tecnologia ai trasporti.
Questo impegno si riflette anche nel Global Innovation Index, dove il Vietnam si è posizionato bene, a conferma della sua traiettoria verso una maggiore competitività e innovazione.
È una strategia a tutto tondo, che non si limita solo agli aspetti economici, ma guarda anche alla sostenibilità ambientale, un tema che è sempre più al centro del dialogo politico vietnamita.
Trovo affascinante come un Paese con una storia così ricca e complessa stia abbracciando con tanta energia le sfide del ventunesimo secolo.
Sostenibilità e Responsabilità nel Percorso di Crescita
Quando viaggio, mi piace osservare come i Paesi cercano di coniugare crescita e sostenibilità, e il Vietnam è un esempio interessante in questo senso.
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale prevedono una crescita solida per i prossimi anni, ma non senza sfide, come le incertezze del commercio globale o la necessità di ulteriori riforme nelle imprese statali e nel diritto del lavoro.
L’ho sempre detto: il vero sviluppo non è solo economico, ma anche sociale e ambientale. Ho avuto modo di notare come il Vietnam stia cercando di affrontare queste questioni, pur mantenendo un forte indirizzo statale.
L’attenzione all’innovazione, alla formazione di una forza lavoro qualificata e alla diversificazione delle esportazioni (che vanno ben oltre i telefoni cellulari, per intenderci, anche se restano un prodotto chiave grazie a giganti come Samsung) sono tutti segnali di una nazione che guarda avanti con consapevolezza e determinazione.
È un percorso sfidante, ma l’entusiasmo e la resilienza del popolo vietnamita che ho avuto modo di conoscere mi fanno credere che il Paese sia ben attrezzato per superare ogni ostacolo e continuare a stupirci.
Riflessioni Finali sul Vietnam
Carissimi lettori, spero che questo viaggio virtuale nel cuore pulsante del Vietnam, tra le sue dinamiche politiche ed economiche, vi abbia appassionato tanto quanto appassiona me ogni giorno.
È un Paese che, come ho avuto modo di raccontarvi, non smette mai di sorprendere con la sua straordinaria capacità di reinventarsi e di affrontare le sfide con una resilienza invidiabile.
Guardando al futuro, percepisco un’energia inarrestabile, un desiderio di progresso che si manifesta in ogni angolo, dalle ambiziose campagne anti-corruzione all’apertura verso nuovi orizzonti economici.
Il Vietnam è un mosaico in continua evoluzione, e seguirne i passi è un’esperienza davvero arricchionante.
Consigli Preziosi per la Vostra Avventura Vietnamita
1. Crescita Economica Inarrestabile: Il Vietnam è un vero e proprio motore economico del Sud-est asiatico, con previsioni di crescita del PIL che si attestano tra il 6.5% e il 7% per il 2025. Questo lo rende un terreno fertile per chi cerca opportunità, sia che si tratti di affari che di esplorazione di un Paese in pieno fermento.
2. Hub di Investimenti: Grazie a una manodopera giovane e qualificata, una posizione geografica strategica e una rete sempre più fitta di accordi di libero scambio (come l’EVFTA), il Vietnam continua ad attrarre investimenti esteri significativi. Settori come l’elettronica, il tessile, le calzature, le ICT, il turismo e le energie rinnovabili sono particolarmente promettenti.
3. Stabilità Politica e Riforme: Nonostante i recenti cambiamenti ai vertici, il sistema politico vietnamita è orientato alla continuità e alla stabilità. La campagna anti-corruzione è un segnale di un governo che mira a rafforzare la propria legittimità e a creare un ambiente più trasparente per il business e la società.
4. Cultura d’Affari e Sociale: Se pensate di fare affari o anche solo viaggiare, ricordate che i rapporti personali sono fondamentali. Utilizzare i titoli professionali e mostrare rispetto verso l’anzianità è molto apprezzato. E un piccolo consiglio pratico: preparatevi a negoziare sui prezzi nei mercati locali, fa parte del divertimento!
5. Viaggio e Opportunità: Il Vietnam non è solo affari; è anche una terra di incredibile bellezza naturale e ricchezza culturale. Dalle risaie terrazzate del nord alle vivaci città del sud, c’è un mondo da scoprire. Pensateci per il vostro prossimo viaggio o come potenziale meta per nuove opportunità imprenditoriali.
Punti Chiave da Ricordare
Il Vietnam sta vivendo un periodo di profondi mutamenti, caratterizzato da un’intensa campagna anti-corruzione che ha portato a significative riorganizzazioni ai vertici politici. Questo processo, seppur generando un certo dinamismo, è finalizzato a rafforzare la governance e la fiducia nel sistema. La leadership del Partito Comunista, pur rinnovandosi, mantiene salda la rotta verso la stabilità e lo sviluppo. Parallelamente, l’economia vietnamita continua a essere una delle più performanti del mondo, trasformando il Paese in un polo attrattivo per gli investimenti esteri, in particolare in settori strategici e ad alto valore aggiunto. La visione a lungo termine è quella di un Vietnam moderno, industrializzato e sostenibile, un obiettivo che il Paese persegue con una determinazione ammirevole, bilanciando crescita economica e armonizzazione sociale. Insomma, un Paese da tenere d’occhio, sia per chi è curioso di scoprire nuove culture sia per chi cerca un partner affidabile per il proprio business.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Ci sono stati davvero così tanti cambiamenti ai vertici politici vietnamiti ultimamente? Sembra di sentire notizie di dimissioni importanti molto spesso, è vero?
R: Assolutamente sì, amici, avete ragione a percepirlo! Il 2024 è stato un anno di scosse non indifferenti ai massimi livelli del Partito Comunista Vietnamita e del governo.
Io stessa, seguendo da vicino la situazione, sono rimasta colpita dalla rapidità e dall’intensità di questi avvenimenti. Abbiamo visto dimettersi figure di altissimo profilo, come l’ex Presidente Vo Van Thuong e il Presidente dell’Assemblea Nazionale Vuong Dinh Hue.
Immaginate, erano considerati pilastri del sistema! Questo fermento è il risultato di una campagna anti-corruzione incredibilmente capillare e severa, che loro chiamano “fornace ardente”.
Credetemi, non è uno scherzo: ha portato all’allontanamento di migliaia di funzionari e persino dirigenti d’azienda. E poi c’è stata la scomparsa, a luglio 2024, dello storico Segretario Generale Nguyen Phu Trong, l’artefice di questa lotta senza quartiere.
La sua successione ha visto l’ascesa di To Lam, un ex capo della sicurezza pubblica, che ora detiene un ruolo di primissimo piano. Insomma, è come se l’intero sistema si stesse “ripulendo” e riorganizzando, un processo intenso che, a mio parere, era necessario per la sua evoluzione.
D: Come influiscono la campagna anti-corruzione e queste riforme attuali sull’economia e sugli investimenti in Vietnam, soprattutto per noi che guardiamo al Paese con interesse?
R: Questa è una domanda eccellente, e posso dirvi che l’impatto è duplice, ma a lungo termine, a mio avviso, decisamente positivo! Inizialmente, una campagna anti-corruzione così aggressiva potrebbe far sorgere qualche interrogativo sulla stabilità politica, e un po’ di incertezza è normale.
Tuttavia, l’obiettivo principale di To Lam e della nuova leadership è proprio quello di rendere il sistema più trasparente ed efficiente. Ho notato che stanno lanciando una vera e propria “rivoluzione della razionalizzazione”, che molti chiamano già un “secondo Doi Moi”.
Pensate, si parla di ridurre il numero delle province e delle città a controllo centrale per snellire la burocrazia e tagliare gli sprechi. Questo, dal mio punto di vista, è musica per le orecchie degli investitori!
Un governo più efficiente e meno corrotto significa meno ostacoli, maggiore prevedibilità e un ambiente più sicuro per fare affari. Infatti, nonostante tutte le turbolenze politiche, l’economia vietnamita ha dimostrato una resilienza pazzesca nel 2024, con un PIL che ha superato il 7%.
Gli investimenti diretti esteri (IDE) sono rimasti robusti, e il Vietnam continua ad attrarre capitali da tutto il mondo. Grandi progetti infrastrutturali, come la ferrovia ad alta velocità e nuove centrali nucleari, stanno andando avanti.
Quindi, per chi come noi guarda al Vietnam, direi che il messaggio è chiaro: la direzione è verso una maggiore integrità e un ambiente economico ancora più solido.
D: Quali sono le prospettive future per il Vietnam alla luce di questi importanti sviluppi? Cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni?
R: Guardando al futuro, posso dirvi che il Vietnam si sta delineando come un protagonista sempre più importante nello scenario globale. Conosco bene la loro storia, e dopo il successo delle riforme del ‘Doi Moi’ del 1986, che hanno trasformato il Paese da un’economia isolata a una potenza emergente, ora stiamo assistendo a una nuova fase di consolidamento.
La leadership attuale, con To Lam al timone, punta forte sullo sviluppo economico e sulla cooperazione internazionale. Ho letto che prevedono una crescita del PIL tra il 6,5% e il 7% anche per il 2025, con l’ambizione di arrivare all’8%.
Questo non si basa solo su numeri, ma su strategie concrete: stanno espandendo gli investimenti pubblici in infrastrutture cruciali come trasporti e tecnologia, e continuano a implementare politiche per attrarre ancora più IDE, specialmente nei settori più avanzati.
Il Vietnam sta diventando un hub manifatturiero e tecnologico di prim’ordine, offrendo un’alternativa interessante ad altri giganti asiatici. Certo, le sfide non mancano, e la transizione non è mai lineare.
La mia sensazione è che il Vietnam stia giocando una partita importante per rafforzare la sua posizione, con un occhio attento alla stabilità interna e uno all’apertura verso il mondo.
Per noi viaggiatori e osservatori, significa un Paese in continua evoluzione, con tante nuove storie da scoprire e un’economia che promette di stupirci ancora.






